Documento politico

Chi siamo e come vediamo il mondo

Cos'è?

Torra è un coordinamento di indipendentisti indipendenti che non aderiscono a movimenti o partiti politici. Abbiamo scelto questo nome sia perché dà un chiaro messaggio a chi si era convinto che l’indipendentismo politico organizzato fosse sulla via del tramonto sia perché è autoironico.
Torra si rivolge agli uomini e alle donne che si riconoscono nei principi fondanti del coordinamento e che fanno proprie quelle pratiche e quelle visioni di Repubblica di Sardegna riassumibili in un’azione di indipendentismo repubblicano, nonviolento, progressista, libertario, ecologista, antirazzista ed internazionalista. 

Qual è la missione principale?

Torra nasce per riorganizzare e rilanciare l’indipendentismo repubblicano organizzato attraverso il radicamento territoriale, il coinvolgimento di indipendentisti a prescindere dalla loro storia politica e un percorso di condivisione e dialogo tra Torra, iRS e ProgReS.

Princìpi fondanti

Repubblicani

Ci definiamo repubblicani perché vogliamo sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento sugli scopi della nostra azione: siamo indipendentisti nel senso che lavoriamo per la creazione di una Repubblica di Sardegna indipendente, di uno Stato totalmente indipendente da quello italiano.
 
Il termine indipendentismo è stato spesso usato con disinvoltura per definire altri progetti come quello federalista, quello confederale, quello autonomista.

Nonviolenti

Siamo nonviolenti perché crediamo che il metodo di lotta politica più giusto e proficuo per far dilagare le nostre idee nella società sarda del tempo attuale è quello che si ispira ai principi nonviolenti teorizzati dal grande indipendentista indiano Mohandas Karamchand Gandhi e - prima e dopo di lui - da altri grandi pensatori, leader o figure storiche come Gesù di Nazareth, Henry David Thoreau 1817-1862, Lev Tolstoj 1828-1910, Aldo Capitini 1899-1968, Martin Luther King 1929-1968, Marco Pannella 1930-2016 nonché dall’esempio della rivolta popolare di resistenza nonviolenta messa in atto a Pratobello nel 1969.

Usiamo la parola nonviolenza, senza il trattino, perché la nonviolenza non è da intendere meramente come avversione alla violenza ma porta con sé un valore propositivo proprio: etimologicamente è assenza del desiderio di nuocere o di uccidere.

La nonviolenza non è sinonimo di pacifismo, di passività o di rassegnazione. Si tratta invece di un metodo di lotta politica propositivo che rifiuta intenzionalmente atti di violenza optando per l’obiezione di coscienza, la disobbedienza civile, il boicottaggio, la non-collaborazione, la resistenza attiva, il non opporsi al male con altro male.

Progressisti

Siamo progressisti perché lavoriamo per il progresso e per l’evoluzione della società in tutti i campi: da quello istituzionale a quello sociale, da quello economico a quello civile. Siamo progressisti perché ci opponiamo al conservatorismo e ai retrogradi ostili alle innovazioni, perché non viviamo la tradizione come un totem intoccabile e perfetto, perché ci contrapponiamo al liberismo e all’anteposizione del profitto rispetto ai diritti e alle persone.

 

Scegliamo il termine progressisti per definire in modo largo le nostre aree politiche di riferimento: il socialismo democratico, il socialismo libertario, il cristianesimo sociale, il nazionalismo di sinistra, il socialismo del XXI secolo, il femminismo, l’ecologismo, l’antifascismo, l’anticapitalismo, l’internazionalismo, l’antirazzismo.

Ecologisti

Siamo ecologisti perché non siamo ambientalisti, concetto del quale peraltro non esiste traduzione nella Lingua sarda.
 
Per noi e per la nostra cultura l’ambiente non è qualcosa di separato rispetto alla nostra vita, al nostro agire, al nostro pensare, alla politica e alla società.
 
Siamo ecologisti perché non si può non esserlo. Nei confronti del nostro ecosistema locale e di quello del pianeta che ci ospita abbiamo il debito più grande: la nostra stessa vita. È necessario che la politica agisca affinché l’operato dell’uomo sia parallelo, complementare e non contrario all’equilibrio degli ecosistemi.
 
Come teorizzato da leader kurdo Abdullah Ocalan - arrestato nel 1999 e tuttora in isolamento nelle carceri turche - si può trovare una sintonia tra il progressismo, il socialismo democratico e le istanze ecologiste basate sulla cooperazione tra comunità locali, sulla varietà e contro le monocolture. Senza preconcetti, senza partito preso, mirando all’obiettività e alla sostenibilità.
 
Il nostro è un ecologismo sociale e comunitario che non opta per soluzioni regressive ma si propone di contrastare la depredazione delle risorse naturali operata dagli Stati e dalle aziende attraverso un progresso fondato sulle esigenze, i consumi, le necessità e le produzioni delle comunità locali.

Libertari

Siamo libertari perché, giorno per giorno, nel nostro quotidiano, cerchiamo di superare la situazione di oppressione dell’umano sull’umano e dell’umano sull’ecosistema.
 
Siamo libertari perché le varie declinazioni della libertà rappresentano il più alto fine politico: quella individuale, quella politica, quella di associazione, quella di parola.
 
Siamo libertari perché ci battiamo per la giustizia sociale e per la possibilità per tutti e ciascuno di strutturare la propria esistenza in base ai propri desideri, senza ledere la libertà altrui e senza condizionamenti morali, religiosi o sociali, come la povertà o l’indigenza.
 
Siamo libertari perché sosteniamo che il sistema economico debba assicurare il massimo grado possibile di libertà agli individui ed evitare di concentrare il potere nelle mani di pochi.
 
L’antidoto all’oligarchia e all’imposizione di decisioni dall’alto è nella volontà delle comunità locali, nella democrazia diretta, nell’autonomia dei movimenti sociali, nella devoluzione dei poteri.

Internazionalisti

Siamo internazionalisti perché il nostro indipendentismo si fonda sull’apertura culturale al resto d’Europa e del mondo, sulla solidarietà politica ed economica, sulla convivenza pacifica.
 
Siamo internazionalisti perché solo dalla cooperazione tra popoli che condividono l’impegno per l’autodeterminazione scaturiranno benefici per le nazioni senza Stato e avrà origine la via democratica alla nostra liberazione nazionale, al superamento degli attuali assetti degli Stati e degli enti sovranazionali come l’Unione Europea.
 
Siamo internazionalisti perché anche tra gli italiani troviamo molti sostenitori del nostro diritto all’autodeterminazione culturale, politica, sociale e nazionale.

Cosa diventerà?

Torra continuerà ad essere, seppur con la propria identità politica e ideologica, un coordinamento di scopo.
 
Non si trasformerà in un nuovo partito o in un nuovo movimento dei quali siamo certi non c’è alcuna necessità.
Torra in quanto tale non ha fra i suoi fini la partecipazione a future elezioni politiche o amministrative. Chi è interessato a fare vita di partito può aderire a ProgReS, chi è interessato a vivere l’esperienza di un movimento può avvicinarsi a iRS.

Perché esiste?

Torra nasce per riattivare e riportare alla politica attiva donne e uomini indipendentisti che da tempo, per vari motivi, non avevano più una casa politica ma che non hanno mai smesso di ricercare una piattaforma all’interno della quale potersi spendere per poter contribuire attivamente al processo di autodeterminazione della nostra Nazione.

 

La missione di Torra non è necessariamente reclutare vecchi e nuovi indipendentisti nelle proprie file ma è anche quella di riattivare attivisti e militanti in iRS e in ProgReS, come d’altronde sta già accadendo.
 
Non c’è alcun tipo di gelosia o di lotta all’accaparramento tesserati tra le sigle citate: stiamo semplicemente offrendo l’opportunità di riattivazione lasciando libera la scelta dell’ambiente politico che meglio risponde alle esigenze di ciascuno, collocando questo coordinamento in una posizione di piena organicità all’interno del processo di liberazione nazionale.

Rapporti con gli altri

Torra, come detto, collabora attivamente con iRS e ProgReS, forze politiche con le quali ha dato vita al processo di dialogo Est Ora e al progetto dell’aperiodico repubblicano helis.blog, uno spazio comune di confronto aperto e plurale.
Torra attualmente non ha rapporti con altre forze politiche: l’attuale fase di confronto tra Torra, iRS e ProgReS rappresenta il nostro attuale orizzonte politico e il nostro esclusivo impegno nell’ottica della riattivazione, del radicamento territoriale e della costruzione di un bagaglio politico comune. Rimandiamo al termine di questa fase ogni tipo di interlocuzione pubblica con altre forze politiche.
Torra in questo momento non ha alcun rapporto diretto con la Corona de Logu nella misura in cui tra i nostri sostenitori e coordinatori non vi sono eletti che possano prendere parte all’assemblea degli eletti indipendentisti.
 
In ogni caso Torra appoggia le attività della Corona de Logu e ritiene che l’esistenza di una “istituzione” nazionale sarda che metta in rete e in condivisione l’esperienza degli eletti indipendentisti di vari partiti e movimenti rappresenti un tassello fondamentale del movimento di liberazione nazionale sardo nel suo complesso.
Torra ritiene preziosa l’esistenza di una associazione civile e civica che si autodefinisce apartitica e che lavora, tra le altre cose, per il riconoscimento della nazione sarda, per la crescita della coscienza nazionale, per la promozione della cultura e la tutela del patrimonio ambientale.

A chi si rivolge?

Torra si rivolge sicuramente agli indipendentisti che non hanno un luogo politico in cui esprimersi, agli indipendentisti che hanno lasciato la politica attiva nei partiti e nei movimenti e che hanno voglia di tornare a farlo.

Ma Torra si rivolge soprattutto a chi ancora sta maturando la coscienza nazionale sarda, a chi si sta avvicinando all’indipendentismo, a chi si è accorto di vivere con sofferenza la propria tradizione politica di origine ma non ha ancora risolto il conflitto politico interiore.
 
Torra si prefigge di essere il lievito sia dell’indipendentismo politico organizzato, nelle sue varie forme, sia di una nuova adesione diffusa alla proposta repubblicana sarda.

Come funziona?

Torra è stata costituita da un nucleo di promotori-coordinatori che ha deciso di attivarsi dopo anni di riflessione. Come coordinamento spontaneo di scopo non ha strutture e dinamiche partitiche o di movimento.
Torra è a disposizione di chiunque voglia dare il suo apporto e il suo sostegno al lavoro per la realizzazione degli scopi che ci siamo prefissi e che descriviamo in questo documento.
Non esistono filtri tra la società e le attività ufficiali di Torra nella misura in cui chiunque può passare dall’anonimato alla rappresentanza pubblica semplicemente producendo contenuti e agendo a sostegno della nostra missione.
Torra scardina alla radice il concetto di politica verticistica: nasce dal basso, orizzontale, inclusiva, senza potere, senza incarichi, senza interessi personali, frutto della volontà di un gruppo di persone di proporre un’alternativa dialogante.
 
Chiunque può partecipare e può far suo questo progetto, avvicinarsi, farsi conoscere, contribuire come può all’elaborazione e alla diffusione degli obiettivi costitutivi.
 
Attualmente non sono previsti meccanismi burocratici di affiliazione, non cerchiamo adesioni ma condivisione e sostegno. Ci riserviamo di attivare un tesseramento “sostenitori” se e quando se ne presenterà l’esigenza.
 
Per coloro i quali avessero necessità di ulteriori informazioni sul funzionamento di Torra è disponibile un ulteriore documento che rappresenta una sorta di istruzione per l’uso del coordinamento.

Leggi le istruzioni per l'uso di Torra